Il pentito: “Chiesa? Tante analogie con il mio caso. Ecco come mi hanno distrutto la carriera”

Queste le scottanti rivelazioni di E.T., ex promessa del calcio italiano e oggi magazziniere a Gubbio. Una carriera stroncata dal mancato trasferimento alla XXXX, sfumato in extremis dopo settimane di trattative. “Tutto è iniziato nel giugno 2001. Ero pronto al grande salto, dopo due stagioni da protagonista in Serie B. Una grossa squadra aveva messo gli occhi su di me e voleva tesserarmi a tutti i costi. Poi il dramma, l’abbandono, la solitudine. Ho dovuto mollare ma lo rifarei” questa la struggente testimonianza affidata al web dal misterioso atleta oggi 39enne.

“Il metodo è collaudato, inizia sempre con una e-mail fasulla. Con questo espediente i dirigenti della XXXX si tutelano nel caso vengano accusati di non aver contattato preventivamente la società detentrice del cartellino. Mostrano l’e-mail, perfetta in ogni dettaglio, con la richiesta a trattare. Successivamente un emissario contatta il calciatore. Una telefonata terribile, ho ancora i brividi. Mi lesse i nomi e gli indirizzi di tutti i miei familiari più stretti, amici, persino la mia fidanzata. Lasciò intendere che gli sarebbe potuto accadere qualcosa , se avessi rifiutato il trasferimento. Certo, mi avrebbero pagato molto bene ma la paura era più forte di tutto, in quel momento. Mi obbligarono a comportarmi in modo scorretto nei confronti del mio club. Non dovevo andare agli allenamenti, non potevo parlare… insomma mi tenevano in pugno. Nel frattempo, sulla stampa, giornalisti amici degli amici diffondevano notizie orientate allo scopo che si erano prefissi. Dopo 20 giorni avevo i nervi a pezzi. Il mio presidente non voleva cedermi, gli emissari della XXXX piantonavano casa, lanciando sguardi di fuoco e facendo gesti inequivocabili ogni volta che entravo e uscivo. La situazione era insopportabile. Alla fine andai a parlare con il presidente e gli raccontai tutto. Chiamò immediatamente un dirigente della XXXX e, dopo qualche minuto di fitto colloquio, lo vidi improvvisamente sbiancare e iniziare a sudare freddo. Ricordo ancora quelle parole, come potrei scordarle? ‘Ragazzo, contro questi signori non possiamo fare nulla, né io né te. Ormai sono vecchio e non ho più nulla da perdere, ma tu sei giovane, hai tutta la vita davanti. Se vuoi andare, vai. Io resisterò’. Era finita. Per salvarmi la carriera, e forse la vita, avrei dovuto uscire allo scoperto dichiarando pubblicamente di volere la cessione. Parlai con i miei genitori, lungamente, poi presi la decisione giusta. Se avessi accettato quella situazione non avrei potuto guardarmi più allo specchio. Ricevetti minacce, intrusioni nell’appartamento, danni alla macchina ed alla moto, poi l’ultimo incontro con un loro emissario. Mi disse che mi avrebbero fatto terra bruciata intorno, che non avrei mai più giocato a calcio. Anche gli amici mi lasciarono solo, passai quattro anni terribili. Appesi le scarpette al chiodo e mi trasferii a Gubbio. Qui la mia vita è ripartita, ho trovato lavoro e mi sono fatto una famiglia. Adesso sono un uomo felice, ma vedere ancora all’opera certa gente mi manda in bestia. Ecco perchè ho deciso di parlare.”

La Redazione



NOTA: RuttoSport è un periodico satirico, pertanto le notizie riportate sono frutto della fantasia degli autori e vanno considerate esclusivamente una lettura ricreativa. RuttoSport non è una testata giornalistica e non aspira a diventarlo. Forza Viola e sempre Juve merda!
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