norberto_neto
Nasce ad Araxà in Brasile il 19 luglio 1989 da una famiglia di origini italiane, proveniente da Villa Agnedo (TN).

A 2 anni, mentre era seduto sul seggiolone, gli cade il ciuccio dalla bocca e, con un balzo felino, si tuffa prendendolo al volo prima che tocchi terra. Il padre, allibito dalle capacità del piccolo, decide che farà di tutto per trasformarlo in un grande portiere.

Il giovane Neto, a 14 anni, entra a far parte del Cruzeiro ma, a causa di problemi di ambientamento si trasferisce ben presto nelle giovanili dell’Atletico Paranaense. I bambini del Cruzeiro infatti, traendo spunto dalla sue origini valsugane, avevano preso a chiamarlo “mani di polenta” per sottolineare i suoi errori tra i pali, cosa che faceva alquanto soffrire il giovane brasiliano, costringendolo a cambiare aria.

Nell’Atletico Neto cresce e passa in prima squadra, trovando l’opportunità di mettersi in mostra nel torneo di Serie A brasiliana del 2010, disputato da titolare. E’ Pantaleo Corvino, nel gennaio 2011, a portarlo in Italia alla Fiorentina, dandogli la chanche di giocare in Europa per affermarsi definitivamente.

Nella prima stagione in viola è chiuso da Frey, nella seconda da Boruc, nella terza da Viviano. In tre stagioni, tra Campionato e Coppa Italia gioca 14 partite, non convincendo. Nella stagione 2013/14, rischiando di essere sorpassato nelle gerarchie anche da Lupatelli e Munua, butta via i guantoni in legno di ulivo regalatigli da Corvino e manifesta la volontà di terminare la carriera. E’ la svolta. L’allenatore Montella gli concede ancora un’opportunità e, con i nuovi guantoni, Neto sembra trasformato. E’ sicuro tra i pali e nelle uscite, compie interventi prodigiosi, dà sicurezza a tutto il reparto difensivo sfiorando persino la convocazione per il mondiale brasiliano.

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